Le vittime di violenza:cosa non va?

LA VITTIMA E LE SOLUZIONI 
Mi chiedo e mi continuerò a chiedere, la ragione per la quale una donna ,ed eventualmente i suoi figli ,vittime di violenza domestica , debbano chiudersi nelle case rifugio perdendo i propri spazi , le proprie abitudini , la propria identità ( tanto importanti per ciascuno di noi ma in particolare fondamentali per il benessere – già compromesso dalle violenze subite- dei minori ) .
Ben vengano le case rifugio per pochissimi giorni ma poi :
1) perché non si mette in altro loco l’abusante invece degli abusati?
2) perché non si da’ un lavoro alla vittima che ne fosse priva ? 
3) perché non si trasferisce, al limite , la vittima in una casa ( CASA ) garantita dallo Stato in zona sconosciuta ( come ultima soluzione )? 
Cioè perché le vittime si devono trovare a pagare più del reo ?
Quante donne , mi voglio ripetere, denuncerebbero e si salverebbero se fossero certe di avere un nido , i figli ed una opportunità lavorativa ?
Costerebbe ?  Meno di quanto costi questa strage quotidiana.

Mi imbatto quotidianamente in donne che debbono proteggere se stesse ed i propri figli da ex partner violenti e manipolativi .
Queste madri non devono solo resistere e difendersi ma devono anche cercare di gestire la prepotenza di chi pretende il controllo assoluto anche dopo la separazione, dettando giorni ed orari , non versando il denaro che le sentenze dispongono sia corrisposto. 
Queste donne, in uno sforzo sfibrante ( e perdente ) cercano di rabbonire l’orco di turno ( un orco che vessa psicologicamente , non è detto che le belve siano solo quelle che picchiano ) concedendo , trattando , sopportando insulti e svilimenti pur di non far peggiorare la situazione . 
Perché ? Perché temono di non essere comprese e tutelate dalle istituzioni . Perché lo spauracchio della PAS di cui possono incredibilmente essere accusate , le induce a tenere un profilo basso che però costa sudore e sangue .
Un gioco al massacro in cui i massacrati sono loro, Le madri e i figli , strappati alla serenità e alla verità ed i massacranti sono questi miseri esseri umani travestiti da imperatori che, e mi duole affermarlo, nessuno si preoccupa di fermare.
Salvo eccezioni , competenze miracolose di avvocati giudici psichiatri ed assistenti sociali .
Trasformiamo queste eccezioni in regole . 
Non per dire banalità , ma è la legge che ce lo
Impone . Il ricorso a mediazione familiare o colloqui imposti con assistenti sociali sono assolutamente inutili ed anzi dannosissimi in caso uno dei due partner sia un manipolatore relazionale che agisce violenza psicologica.
Anche volendo accantonare il problema degli interessi personali degli operatori , un manipolatore saprà apparire attento ai bisogni dei figli, manterrà la calma , sorriderà e assisterà tronfio agli umanissimi attacchi di isteria dell’altro partner abusato che verrà tacciato di essere ostile e conflittuale

L'Avv. Marina Marconato si laurea a Roma presso l'Università La Sapienza in giurisprudenza nel 1996 ed inizia ad esercitare la professione presso il suo studio attualmente ubicato in Nettuno, via Trieste,80. Lo studio legale Marconato si occupa prevalentemente di Diritto di Famiglia-Diritto successorio-Diritto Del Lavoro-Diritto al Risarcimento per errore medico e sinistri stradali-Diritto Commerciale. Esperta nella tutela delle vittime di violenza psicologica e fisica nella coppia e nella famiglia e nella tutela anche a favore dei minori .
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