Stalking :in Italia 1.500,00 Euro possono bastare per l’estinzione del reato

 

 

 

IL REATO

Lo stalking, disciplinato e punito dall’art. 612 bis c.p., è uno dei reati spia che preludono molto frequentemente al femminicidio o alle lesioni gravissime inferte alle vittime.

In Italia, le donne vittime di abuso durante il corso della loro vita, secondo le più recenti statistiche, sarebbero circa 6 milioni, un numero allarmante che è, purtroppo, in costante crescita. Si registra, peraltro, un progressivo aumento degli omicidi in ambito familiare ed, in generale, un inasprimento delle condotte degli abusanti, che adottano modalità sempre più violente. Il 12% dei casi di stalking si trasforma in omicidio ed il 71% delle vittime subisce violenza e minacce, che nel 50% dei casi si traduce in lesioni personali. Il 90% delle vittime di stalking è donna. Introdotto con la Legge n.38/2009 e successivamente modificato nel 2013, il reato di stalking  è punito con la reclusione da sei mesi a 5 anni ed è perseguibile a querela della persona offesa. Ma chi è lo stalker? Ne proveremo a tracciare l’identikit , anche attraverso i dati raccolti nelle Procure e nei Tribunali, nonché nei profili delineati dagli psichiatri. Lo stalker ,almeno nel nostro Paese, nel 90% dei casi, è un uomo,la cui età si aggira tra i 40 ed i 50 anni,di classe media, nella maggior parte dei casi ha una vita professionale, sociale e sentimentale “nella norma” . Il 75% degli stalker ha avuto una relazione sentimentale con la vittima, l’interruzione della quale fa scattare l’inseguimento e gli atti persecutori. E’ importante comprendere che integrano gli estremi del reato, oltre agli appostamenti ed inseguimenti, tutti quegli atti finalizzati a limitare la libertà di scelta , di determinazione, di privacy della persona cui sono diretti, tali da comportare l’insorgere di ansia e patologie connesse, modificazioni alla propria vita (quali cambiare strada di percorrenza, luoghi di frequentazione ecc.). La condotta punita è l’insieme reiterato di tali atti, tra cui vanno annoverati sms, telefonate, contatti sui social ecc..

Come abbiamo evidenziato, il 12 % dei casi di stalking si trasforma in omicidi ed il 71% alla condotta tipica di pedinamenti,appostamenti,telefonate , aggiunge l’esplosione della violenza e delle minacce.Ciò significa che 7 vittime su 10 non subiranno soltanto l’atteggiamento invasivo del soggetto ma anche la violenza diretta che, nel 50% circa delle vittime ,si tradurrà in lesioni personali.L’esame dei dati ci conduce ad una conseguenza :lo stalker colpirà fisicamente 6 vittime su 10.

In Italia, una donna ogni due giorni viene uccisa e migliaia di altre donne, ogni giorno, sono massacrate dalla violenza fisica e psicologica e dai gesti persecutori di ex partner, eppure, invece di dar vita a norme che meglio possano arginare il fenomeno, ne creiamo alcune che rendono le vittime due volte vittime, una per mano del carnefice, una per mano della giustizia.   

La norma che prevede l’estinzione del reato: se paghi ne esci pulito

Il nuovo articolo 162-ter del codice penale , dopo la riforma del processo penale dello scorso giugno con l’obiettivo di favorire la chiusura stragiudiziale di alcuni processi, prevede l’estinzione del reato laddove sia offerto un risarcimento alla vittima. La congruità del risarcimento è valutata dal giudice e il parere della vittima non ha alcun valore.

Ed è proprio per tale ragione che tale causa di estinzione ha un’operatività limitata ai reati perseguibili a querela soggetta a remissione e, quindi, anche allo stalking.

La Sentenza del Tribunale di Torino 

La Procura  ha impugnato la sentenza con cui un giudice del Tribunale ha dichiarato il non doversi procedere contro un imputato di stalking che aveva proposto un risarcimento di 1.500 euro. Durante l’udienza del rito abbreviato l’imputato, denunciato per stalking ai danni della ex compagna, ha offerto, appunto, 1.500 euro come risarcimento del danno, cifra rifiutata dalla parte lesa. Il giudice ( una donna ), tuttavia, ha ritenuto congrua la somma, dichiarando l’estinzione del reato. La sentenza è stata criticata con fermezza dalla presidente della commissione Giustizia della Camera. “Scopo della ‘giustizia riparativa’ – ha detto Donatella Ferranti – non è eliminare i fascicoli dal tavolo degli uffici giudiziari. Ma valutare la congruità di un risarcimento integrale e quindi la volontà dell’imputato di riparare e di riconnettersi con la società”. Ora la Procura ha appellato la sentenza.

La attuale normativa 

Tuttavia, il Giudice di Torino ha applicato la legge, giacchè,  il nuovo articolo 162-ter del codice penale, con l’obiettivo di favorire la chiusura stragiudiziale di alcuni processi, prevede l’estinzione del reato laddove sia offerto un risarcimento alla vittima.

Effetti intollerabili e la reazione delle istituzioni

Lo stalking sarà cancellato dalla lista di reati estinguibili tramite semplice risarcimento. Questa, perlomeno, l’intenzione del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che ha dato parere favorevole all’emendamento presentato dalla senatrice Puglisi del PD.

Ed intanto c’è una vittima in più che non ha avuto giustizia e, mi si permetta di dirlo, neppure ha avuto diritto di scelta.

 

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L'Avv. Marina Marconato si laurea a Roma presso l'Università La Sapienza in giurisprudenza nel 1996 ed inizia ad esercitare la professione presso il suo studio attualmente ubicato in Nettuno, via Trieste,80. Lo studio legale Marconato si occupa prevalentemente di Diritto di Famiglia-Diritto successorio-Diritto Del Lavoro-Diritto al Risarcimento per errore medico e sinistri stradali-Diritto Commerciale. Esperta nella tutela delle vittime di violenza psicologica e fisica nella coppia e nella famiglia e nella tutela anche a favore dei minori .
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